«Premesso che tutta l’operazione “Ostello-Corte Samuele” è stata gestita e seguita fino alla fine dall’allora assessore al Patrimonio, Simone Pernechele; bisogna dire che l’ostello Adige è nato dall’inizio azzoppato; due i motivi principali: la poca disponibilità di camere, solo 20 posti di accoglienza e quindi insufficienti perché potessero arrivare dei pullman di persone a pernottare e poi la scarsa attrattività della location dovuta alla pessima viabilità, infatti, quella zona di San Pietro non era servita dai pullman e questo era un disagio per per chi vi soggiornava e voleva raggiungere il centro cittadino. Questi i principali fattori che hanno determinato la continua difficoltà economica della struttura». – così il sindaco di Legnago, Clara Scapin, chiarisce il punto di vista dell’Amministrazione in riferimento all’articolo pubblicato su Primo Giornale relativo ai presunti mancati introiti del Comune dal 2016 data di scadenza della concessione gratuita, dovuti all’insolvenza da parte del Gruppo Samuele per l’ostello Adige.

«Noi, come Comune, abbiamo spesso utilizzato l’ostello per scopi sociali, come emergenza abitativa, per esempio per famiglie in difficoltà oppure per mamme che avevano subito violenza e venivano accolte, naturalmente pagando molto meno rispetto ad un albergo, ma avendo una ospitalità adeguata. L’ostello, poi, aveva anche delle convenzioni con l’Ulss e il Trubunale per ricevere i ragazzi che dovevano essere tolti dalla famiglia o che erano in difficoltà.
Quindi l’ostello e la Onlus Iride hanno sempre svolto un ruolo sociale molto importante per il territorio, e nonostante i problemi economici hanno continuato il loro ruolo collaborando, nell’ultimo anno, anche con la Prefettura per l’accoglienza dei profughi, pur di riuscire a coprire le spese di gestione. – poi il sindaco continua – Nel 2016, però, alla scadenza del contratto di comodato gratuito, i miei uffici hanno mandato una lettera all’associazione Gruppo Samuele dicendo loro che da ora bisognava pensare ad un affitto; però come si fa a definire un affitto per un ostello anomalo e così particolare, e con tutte le difficoltà economiche del caso. Così abbiamo chiesto all’Agenzia delle Entrate di fare una valutazione e di quantificare, secondo la legge, quello che avrebbe potuto essere l’importo, e quando ci hanno risposto, dopo un bel pò, ci dissero che la cifra era di 980 euro al mese, cifra che io ritengo insostenibile, ma che comunque abbiamo comunicato al responsabile dell’ostello Riccardo Pavan il quale pur manifestando tutte le difficoltà, comunque accettava l’accordo in quanto si stava concretizzando sia con l’Ulss e sia con il nostro Comune una convenzione di attività sociale oltre che all’attività di ricezione della struttura.
A causa della risposta tardiva dell’Ufficio delle Entrate non si poté mettere in atto subito le nuove condizioni, ma ora, avendo accettato l’affitto, i titolari dovranno pagare questa cifra. Ciò non toglie che dobbiamo sempre tenere presente la valenza sociale della struttura e che piuttosto di avere una struttura chiusa, che non serve a nessuno, e perdere tutti i vantaggi ad essa collegati, come Amministrazione, è opportuno pensarci bene prima di privarcene».

Infine il sindaco chiude la polemica con un avvertimento: « Ma voglio ribadire ancora una volta che tutta questa vicenda è stata curata e seguita dall’ex assessore al Patrimonio, Pernechele e che quindi il suo mentore Giorgio Soffiati doveva già saperle tutte queste cose, se invece ora le vuole utilizzare per fare polemica gratuita pre elettorale, allora che si vergogni. Si, che si vergogni».

Per una completa informazione riportiamo di seguito una sintesi dell’articolo pubblicato.
[…] È quanto emerge andando a spulciare le carte che riguardano i rapporti tra l’ amministrazione comunale guidata dal sindaco, Clara Scapin, e l’ associazione “Gruppo Samuele” che da oltre 10 anni gestisce l’ostello della gioventù all’interno di Corte Samuele a San Pietro di Legnago
Il tema è la convenzione siglata nel 2006 tra il Comune di Legnago e l’associazione Samuele proprio per la cessione in comodato gratuito dell’ immobile destinato ad ostello della gioventù, ristrutturato pochi mesi prima dall’Amministrazione comunale grazie a un contributo regionale di 418.635,89 euro su una spesa complessiva di 614.890,45. Un edificio che il Comune, nel 2004, aveva acquisito proprio dall’associazione Samuele per 75 mila euro per poter dar corso al recupero dell’ immobile (l’Amministrazione non poteva intervenire su un bene che non fosse di sua proprietà). Fin qui tutto bene.

I nodi arrivano nel 2016, quando scade la convenzione decennale e, da contratto sottoscritto, il Comune avrebbe dovuto o mettere in vendita l’ immobile, dando prelazione d’acquisto all’ associazione; o affittarlo alla stessa stavolta senza comodato gratuito. A tutt’oggi, però, dopo due anni dal 9 febbraio 2016 data di scadenza della convenzione, nulla di tutto questo è accaduto. Quindi, mancherebbero nelle casse del Comune due anni d’affitto. – questo, in parte, l’articolo pubblicato, poi qui, per completezza dell’informazione riportiamo anche la storia di Corte Samuele e dell’ostello della gioventù, sempre pubblicata sul giornale.

[…] La vicenda dellʼostello della gioventù di Corte Samuele nasce nel 2003 ed è incredibilmente legata al restauro della chiesa di San Salvaro, che è da tutt’altra parte però rispetto a Corte Samuele. In pratica, accade che il Comune di Legnago allʼimprovviso dirotta su Corte Samuele i fondi che gli erano stati assegnati dalla Regione per il recupero di alcuni immobili collegati alla chiesa romanica di San Salvaro, il progetto iniziale, infatti, si intitola “Restauro conservativo degli edifici adiacenti alla Chiesa romanica di San Salvaro” per la creazione di un ostello della gioventù e viene finanziato dalla Regione con 418.635,89 euro.
Cosa accade allora? Accade che per poter avviare il progetto di recupero lʼamministrazione comunale deve avere la proprietà del bene.
Solo che lʼacquisizione degli edifici, in mano ad un privato, si complica: il privato li usava come ricovero di attrezzi agricoli e per cederli chiede al Comune di poter costruire un ricovero simile poco lontano, sui suoi terreni. Il problema è che lʼarea è sottoposta dalla Sovrintendenza, proprio per rispetto della chiesetta romanica, ad una fascia di inedificabilità.
Salta quindi lʼoperazione su San Salvaro ed il Comune, anche per non perdere i fondi regionali, decide di dirottarli su Corte Samuele, allora già in fase di recupero, individuando un immobile da destinare a ostello. Lo compera dallʼassociazione, lo ristruttura e poi lo affida in comodato gratuito per 10 anni alla stessa associazione affinché gestisca lʼostello.

Foto: a sinistra, dall’alto, il responsabile dell’ostello, Riccardo Pavan; l’ex sindaco Giorgio Soffiati e l’ex assessore al Patrimonio della Giunta Scapin, Simone Pernechele; a destra il sindaco Clara Scapin; l’ostello Adige a San Pietro di Legnago.